Passiamo all’altra riva!
“In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: «PASSIAMO ALL’ALTRA RIVA». E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano delle altre barche con lui. Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che questa già si riempiva. Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?» Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia. Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?»” (Marco 4:35-40)
Passiamo all’altra riva! In qualche modo questa breve frase descrive la vita spirituale. Gesù ci vuole portare sempre dall’altro parte; verso nuovi modi di credere, di vedere, di pensare, di agire, nuovi modi di essere, nuovi modi di vivere, di amare e di fidarsi.
Questi nuovi modi sono i modi di Dio. Passare all’altro lato è, in un certo senso, entrare in un nuovo territorio, in una terra straniera in attesa di essere esplorata o più profondamente sperimentata.
A volte scegliamo di fare quel viaggio. Decidiamo di iniziare a pregare e leggere di più la Bibbia e di servire meglio il Signore.
Altre volte le circostanze della vita; la perdita di un lavoro, la morte di una persona cara, la pensione, il trasferimento in una nuova città o il lavoro nuovo, il peggioramento della salute e la limitata capacità fisica, la perdita di un sogno – ci portano faccia a faccia con la nostra vita e il mondo che cambia.
In ultima analisi, il cammino dall’altro lato è il cammino del cambiamento, della trasformazione. A volte i cambiamenti sono benvenuti e ricercati. Altre volte sono l’ultima cosa che volevamo.
Indipendentemente dalle circostanze in cui inizia il nostro viaggio verso l’altro lato, quasi sempre incontriamo mari tempestosi.
Marco ci dice che “una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che questa già si riempiva.” (V. 37).
La particolarità di questo evento non è però semplicemente descritta dalle condizioni meteorologiche di quel giorno, ma in effetti sta descrivendo piuttosto, la condizione interiore dei discepoli. La vera tempesta era dentro di loro.
È la sensazione di vulnerabilità, di essere impotenti, la paura di un futuro sconosciuto, il senso di essere abbandonati, dimenticati e delle incertezze, assomigliano alle tempeste di vento che ci colpiscono; alle onde che si abbattono contro la nostra fede e fiducia che possono far annegare la nostra vita.
L’esperienza di queste tempeste sono reali. Quanti di noi, cari lettori, siamo in grado di raccontare quei periodi nei quali, tutte le volte che abbiamo provato a passare all’altra riva, abbiamo incontrato delle tempeste.
Spesso, nel bel mezzo della tempesta, la tentazione è di credere che se possiamo uscire dalla tempesta, arrivare all’altro lato, allora tutto andrà bene.
Non è per caso quello che i discepoli dicono a Gesù? Svegliati! Non ti interessa di noi? Stiamo morendo! Fai qualcosa! Aggiustalo!
Costoro, come i discepoli, vivono con l’illusione che Dio sia assente, oppure, che si sia addormentato sul posto di lavoro.
Gesù risponde ai discepoli: “«Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?»” Aver fede, non significa che tutto si risolverà come desideriamo.
La fede significa che, a prescindere da ciò che succede, tutto si risolverà perché Dio, in un modo o nell’altro interverrà!
La fede riconosce che in mezzo alla tempesta Dio è presente e che non ci ha mai abbandonati, dimenticati o lasciati soli a noi stessi.
La fede non cambia le tempeste della vita, ma ci aiuta a superarle.
Quindi la domanda per noi è questa: Dove mettiamo la nostra fiducia: nella tempesta o nel Dio che è il Creatore, il Sostenitore ed il Redentore?
Ogni volta che gridiamo: “Non ti interessa? Dove sei? Stiamo affondando; fai qualcosa!, In altre parole, abbiamo detto che il
vento e le onde sono più grandi e potenti di Dio! Abbiamo negato la presenza di Dio e abbiamo posto la nostra fede nella tempesta.
La risposta di Gesù è sempre la stessa: «Taci, càlmati!». Egli parla alla tempesta che scoppia in noi e ci invita al silenzio e alla calma!
In mezzo alla tempesta, purtroppo, spesso dico a Gesù: “Ma perché non fai qualcosa?
La sua risposta a me? “Taci! Calmati! Ricordati che io sono Dio!
Pace






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