Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato

Anni fa, quando ero all’inizio della mia conversione incontrai un uomo il quale stava lavorando come me in una casa. La casa era all’interno di un cortile. L’appartamento apparteneva alla moglie dell’uomo, che come me, stava facendo dei lavori di ristrutturazione. Quando venne sera gli chiesi se potevo lasciare gli attrezzi e i materiali nel garage, ma lui mi rispose senza nemmeno pensarci su: “No, portatevi via tutto, e non lasciate neanche uno spillo”. Non commentai nulla, presi la mia roba e me la caricai in macchina. Il giorno dopo mentre stavo lavorando per i fatti miei, mi si avvicinò e mi disse: “Poi ieri…mi dovete scusare ma… ho un figlio drogato e ogni tanto passa di qui e se avrebbe visto qualsiasi cosa, se l’avrebbe rubata”. “Ho capito” – gli dissi – “Mi dispiace per voi”. Nei giorni che seguirono gli domandai del figlio, e se avessero fatto qualcosa per lui, c’era anche la madre presente che ascoltava. Mi dissero: “Sì, tutto quello che c’era da fare, lo abbiamo fatto… ma senza risultati, lo abbiamo portato due volte nella comunità di San Patrignano ma altrettante volte è scappato; lo abbiamo messo in mano a degli psicologi, ha fatto la cura del sonno, niente. Abbiamo speso milioni di lire senza risultato, lo abbiamo portato anche a Lourdes ma tutto si è rivelato inutile perché dopo pochi giorni, ritorna sempre a drogarsi”. Gli chiesi se potevo parlarci, e loro mi chiesero il perché. Gli dissi: “Voglio parlargli di Gesù”. Il padre ridendo mi disse: “Neanche Dio potrà guarirlo, ma lei sa quando spende al mese di droga, fra cocaina e eroina? Dalle 800 mila al milione di lire al giorno”. Noi abbiamo un grande bar al centro che frutta bene, incassiamo tantissimo e anche se teniamo tutto sotto chiave, riesce sempre a rubarci, e quando non ci riesce è capace di alzare le mani su di me che sono il padre e la madre dopo è costretta a dargli i soldi che vuole. Comunque te lo presenterò e poi tu stesso te ne renderai conto”. A casa senza conoscerlo già pregavamo per questo ragazzo, per la situazione sua e della sua schiavitù. Dopo qualche giorno me lo presentarono, un ragazzo normale ed era anche bravo, solo quando gli serviva la droga si trasformava. Gli parlai di Gesù, prima non voleva saperne ma poi si fece convincere e una sera venne con la madre e li portammo in chiesa. Ascoltò la predica e alla fine pregammo per lui, egli distese le mani al cielo e con i pugni chiusi cercava l’aiuto di Dio. Andammo avanti per mesi, la comunità pregava ferventemente ogni sera per lui e anche per la madre. Quando era il giorno di culto, a volte si faceva trovare puntuale, altre volte non veniva e altre volte ancora lo andavamo a prendere con la madre dove si drogava. Saliva in macchina ancora sotto l’effetto della droga e con le braccia insanguinate. Io avevo mia moglie e mio figlio piccolo con me, ma avevamo preso questo impegno con questo ragazzo e volevamo portarlo a termine con successo. La madre dopo qualche mese incominciò a dire che Gesù l’aveva salvata, che adesso si sentiva cristiana evangelica e non più cattolica. Dopo sei mesi di lotte, una mattina il ragazzo mi chiamò e mi disse di raggiungerlo al bar, che voleva parlarmi e mi disse: “Sono più di trenta giorni che non mi drogo e non ho alcuna voglia di farlo, non sento alcun desiderio di drogarmi, ti volevo ringraziare per quello che hai fatto per me”. Immaginate la gioia nostra, della madre, di mia moglie e di mezzo paese. “No, gli dissi: “Devi ringraziare Gesù per questo, io sono un uomo come te che Dio si è usato, ma comunque continua a venire in chiesa perché devi conoscere Gesù che è la cosa più importante per la tua vita spirituale”. Anche chi non credeva in Dio diceva che questo era un miracolo. Il padre per il momento era l’unico scontento e non sapevo il perché, infatti da quando seppe che il figlio non si drogava più mi tolse il saluto. La madre non veniva più frequentemente in chiesa, nonostante i continui inviti. Poi venimmo a sapere che la domenica andava a fare i suoi pellegrinaggi, le sue scampagnate, dai vari santi e madonne sparsi per l’Italia. La “conversione” si era spenta per la strada. Il ragazzo man mano non venne nemmeno più, ma fino a che io stetti ad abitare in quel paese, cioè circa un altro anno, non si drogava più. Dio sa. Perché questa famiglia si comportò così? Prima di rispondervi vi voglio raccontare brevemente un’altra piccola storia che successe in Calabria.

C’era una donna che accusava terribili mal di testa, gli diagnosticarono un tumore al cervello. I medici gli dissero che bisognava operarla, ma che l’intervento era pericolosissimo, la donna rischiava la vita. I figli e il marito venuti a conoscenza che dove vivevano loro c’erano degli evangelici, gli chiesero di pregare per la loro madre. Furono invitati tutte le sere ad andare ai culti, e loro con grande gioia andavano alle riunioni. Pregavano e piangevano come bambini, fino a bagnare il pavimento della chiesa. Chiedevano a Dio che guarisse la loro madre e che se lo avrebbe fatto, loro i figli e il marito, avrebbero servito il Signore. La donna fu operata, in pratica dovettero alzare parte del cervello dalla scatola cranica per rimuovere il tumore. Con tanta meraviglia dei dottori, tutto filò liscio senza nessun intoppo. Dio stese la Sua mano potente e la salvò da morte certa. Dopo alcuni mesi dimisero la donna. Furono membri della chiesa… ma solo per alcuni mesi poi… ritornarono a fare quello che avevano sempre fatto. Ultimamente sono stati arrestati per associazione a delinquere, truffa aggravata e tanti altri reati.

Ho viaggiato tantissimo in aereo e vi assicuro che non ho mai visto o sentito bestemmiare nessuno. In tantissime ore di volo, solo poche volte ci sono stati dei problemi più o meno seri e, in quei momenti, l’aereo sembrava una chiesa, tutti a pregare. Diceva il predicatore Billy Graham – ‘Nelle trincee non ci sono atei’. Il problema dell’uomo è quando si sente sicuro di sé, quando si sente fuori da qualsiasi pericolo, quando si sente protetto, rassicurato e circondato dalle sicurezze terrene, fisiche e materiali. Il problema è quando queste cose vengono a mancare che l’anima va alla ricerca di un qualcosa da aggrapparsi. Per molti a volte, spesso è troppo tardi e, senza nemmeno accorgersene, sono passati dall’altra parte senza aver voluto ricevere il Salvatore promesso da Dio benché più di una volta sono stati invitati ad andare al trono della grazia e riceverla, ma loro non hanno voluto, hanno stimato il peccato migliore della Croce. In poche parole hanno disprezzato la grazia offertargli”.

Perché si comportarono così irriconoscenti con il Signore? Perché non avevano terreno fertile, erano andati al Signore in lacrime, ma poi una volta avuto il miracolo, addio. L’uomo è egoista e facilmente dimentica, e torna sempre al suo peccato, e alla sua posizione di peccatore.

“Il cane è tornato al suo vomito, e la porca lavata è tornata a voltolarsi nel fango”
(2 Pietro 2:22). Ma di questi racconti c’è ne sono a migliaia e migliaia nel mondo che si susseguono ogni giorno, io ne ho raccontati due e potrei raccontarvene altri cento duecento, e anche a voi vi sarà capitato di ascoltare persone che, dopo aver ricevuto il bene da Dio, sono poi tornate indietro. La Bibbia dice che Dema aveva abbandonato Paolo “…perché Dema, avendo amato questo mondo, mi ha lasciato e se n’è andato” (2 Timoteo 4:10). Quest’uomo, di cui non conosciamo la storia ma solo la sua fine, amò così tanto il mondo da corrergli dietro. Noi non lo sappiamo se anch’egli fa parte di quelli che si sono abbeverati e saziati alla fonte di nostro Signore Gesù, ma sappiamo che abbandonò Paolo. La vita cristiana non era per lui, forse amava il vino, il denaro, le donne, le scommesse, ma comunque sentì la vita cristiana inferiore alle sue aspettative. Addirittura la Bibbia dice che una sola persona su dieci ringrazia e onora il Signore dopo aver ricevuto un miracolo o guarigione fisica, infatti è scritto:

“Nel recarsi a Gerusalemme, Gesù passava sui confini della Samaria e della Galilea. Come entrava in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali si fermarono lontano da lui, e alzarono la voce, dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi! Vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi ai sacerdoti. E, mentre andavano, furono purificati. Uno di loro vedendo che era purificato, tornò indietro, glorificando Dio ad alta voce; e si gettò ai piedi di Gesù con la faccia a terra, ringraziandolo. Or questo era un Samaritano. Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove? Non si è trovato nessuno che sia tornato per dare gloria a Dio tranne questo straniero? E gli disse: Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato” (Luca 17:11-19).
Gesù gli dice: “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato”.
Nell’originale significa: risorgi e vivi.

Dieci lebbrosi guariti dalla lebbra, uno solo guarito nell’anima.

Quest’uomo fu sanato e salvato dalla sua fede come dice Gesù, gli altri nove furono solo sanati nel corpo ma non salvati nello spirito, in quando con la loro attitudine disprezzarono la grazia di Dio. Non tornarono indietro a dare gloria a Gesù. Gli altri nove erano Ebrei e pensavano che come popolo eletto avrebbero avuto il “diritto” ad essere guariti. Ma la via per il cielo è per mezzo di Gesù Cristo, e il lebbroso samaritano non segui la funzione Levitica, ma ritornò per adorare Dio, gli altri si persero lontani dal creatore della vita.
Uno su dieci, il 10 %, un confronto bassissimo.
Questo fa capire che:
1) Anche se non tutti verremo salvati l’amore di Dio è sparso su tutti, anche se non è corrisposto;
2) l’amore di Dio non sempre attrae, anzi spesso gli uomini preferisco le tenebre alla luce; (Giovanni 16:19);
3) Dio agisce verso coloro che periranno per sempre come se non conoscesse il loro destino, manda i suoi servi a parlargli della salvezza (che può essere rifiutata), guarisce, sana, libera come “fossero” persone elette, e se non lo saranno non sarà colpa di Dio, né potranno prendersela con nessuno, ma solo con se stessi.

Questo è il triste quadro che ci presenta la vita di chi pensa che il tempo per lui non passerà “mai” e che ci sarà un “poi” per fare delle scelte. Queste persone che ogni giorno ricevono grazia su grazia da Dio, un giorno si troveranno davanti al Giudice supremo e dovranno rendergli conto ogni cosa. Chi ha accettato Gesù come Salvatore non sentirà altro che: “Vieni, entra nella gioia del tuo Signore” (Matteo 25:21).
Chi non l’ha accetta invece sentirà l’ira di Dio e le Sue terribili parole:
“Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti”(Matteo 22:13).
Ferrentino Francesco La Manna

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