Le malelingue

Un uomo era membro di una grande chiesa di città. Ma era amareggiato con la vita e con se stesso, e per questa ragione non vedeva di buon occhio il pastore della chiesa. Andava di casa in casa, parlando male del pastore, calunniandolo e dicendo di lui cose non vere. Non ci fu un membro della chiesa che non ospitò questa persona nella propria casa, ascoltando il suo malcontento e le calunnie verso il ministro di Dio. Il pastore venne informato di questo membro della comunità che parlava male di lui, ma egli reagì ignorando e pregando per quest’anima infelice. Passarono alcuni anni quando una sera l’uomo fu compunto nel suo cuore, e vide tutto il male che aveva fatto al servo di Dio. Di giorno tra il lavoro e varie cose riusciva a non pensarci, ma la notte per lui era diventata una sofferenza atroce. Non riusciva a riposare e neanche a chiudere occhio. Fino a quando un giorno decise di andare a raccontare tutto al pastore e togliersi questo gran peso dalla coscienza. Andò, bussò la porta e il pastore lo fece entrare. Con un pò di imbarazzo l’uomo raccontò di come era stato cattivo e offensivo verso il pastore che aveva davanti. Raccontò che spesso si inventava cose per farlo apparire agli occhi delle comunità quello che non era. “Ti chiedo umilmente scusa pastore per il male che ti ho recato, non so che m’abbia preso ma quasi ti odiavo. Poi ho capito che ti stavo facendo solo del male, credimi se potrei tornare indietro non parlerei che bene di te, ma oramai… posso solo chiederti perdono”. Il pastore lo abbracciò e lo perdonò. Poi gli disse: “Aspetta qui, ritorno subito”. Andò e ritornò con un cuscino pieno di piume d’oca e gli disse al membro della comunità: “Io ti perdono, ma voglio che tu faccia una cosa per me!”. Certamente rispose l’uomo: “Mi dica pastore”. “Prendi questo cuscino e vai sul quel palazzo di fronte, arriva fino al tetto, apri il cuscino e lascia andare fino all’ultima piuma. Poi scendi per le strade della città e raccogli tutte le piume a una a una e rimettile nella fodera del cuscino”. Al che il membro meravigliato e spaventato per tale impresa disse: “Pastore sarà impossibile recuperare tutte le piume, il vento le trasporterà lontane e nei luoghi meno accessibili, perché mi chiede di far questo?”. Il pastore con molta calma gli disse: “Caro fratello, cosa credi che hanno fatto le tue parole? Che non siano volate come volerebbero queste piume al vento? Io ti ho perdonato certo, ma il danno che hai causato alla mia persona, al mio ministero è quasi irrecuperabile proprio come lo sarebbero le piume del cuscino. Le tue parole sono volate ad ogni orecchio che si prestava alle tue calunnie e, molti sono in dubbio e io ho perso la mia integrità. Davanti a Dio per la Sua grazia sono quel che sono, e Lui lo sa, ma davanti agli uomini di questa città ho perso stima e fiducia”.

Questa storia che lessi tempo fa in libro mi diede molto da pensare. Ma vi assicuro che le malelingue sono più delle lingue che lodano il Signore. Diceva un predicatore che ci sono persone che vanno in chiesa per criticare, e se non trovano niente da criticare se le inventano, le critiche. La morale della storiella è molto semplice. L’uomo di Dio deve sempre essere pronto a perdonare. Dio è sempre di pronto a perdonare di fronte ad un vero pentimento. Ma il male che facciamo purtroppo Dio non ce lo fa risparmiare, ne andrebbe di mezzo la Sua Giustizia. Dio è amore, ma anche un Dio Giusto e tre volte Santo. Quel che semineremo quello altresì raccoglieremo. Vero che dopo aver confessato i nostri peccati ci sentiamo liberi dal peso di essi, ma pagheremo le conseguenze delle nostre malefatte. Chi ruba Dio lo perdona se si pente realmente, ma Dio non gli eviterà il carcere. Impariamo a tenere le nostre lingue a freno che ci servano solo per lodare e non per criticare il nostro prossimo, perché come disse Gesù:

“Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio” (Matteo 12:36).
Ferrentino Francesco La Manna

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