La giornalista di Mediaset racconta a “VoceControcorrente” la sua storia dall’infanzia alla conversione, replicando alle accuse di omofobia: “Sono stata fraintesa”.

“Avevo solo bisogno di amore e dopo tanti anni l’ho trovato in Gesù”. Commozione e grande serenità nelle parole di Nausica della Valle, che ha deciso di raccontarsi in esclusiva a “VoceControcorrente”. Durante le ultime settimane, la giornalista Mediaset è finita al centro di una vergognosa polemica, a causa di un convegno organizzato a Biella da quattro chiese evangeliche. I pastori hanno chiamato in causa Nausica per raccontare la sua esperienza di conversione: dopo decenni vissuti da donna omosessuale, quattro anni fa ha trovato la propria strada nella fede. Ma l’idea che qualcuno parlasse in questi termini non è piaciuto all’Arcigay e alla comunità lgbt tutta. Il polverone alzatosi contro la cronista televisiva e gli organizzatori del convegno ha spinto l’amministrazione comunale a revocare la concessione di una sala pubblica per l’incontro, che ha dovuto quindi cambiare location.

Le mie parole sono state fraintese e strumentalizzate” racconta Nausica, che si è vista accreditare affermazioni mai pronunciate. “Non ho mai parlato dell’omosessualità come di una malattia, né ho accostato i gay a persone possedute. Volevo solo raccontare la mia storia. Tutto qui”.

In effetti quella della giornalista è una storia che vale la pena conoscere. “Già da bambina ho avuto un rapporto particolare con i miei genitori. Mi hanno sempre voluto bene, ma avrebbero voluto un figlio maschio e questo mi feriva. Cominciai a cercare compensazione in altre persone, nelle ragazzine a scuola. Iniziai fin da piccola ad essere attratta da persone del mio stesso sesso e ho vissuto per decenni nella convinzione che l’omosessualità fosse parte di me”.

Ma quattro anni fa, la vita di Nausica ha preso una svolta del tutto inaspettata: l’incontro con Dio le ha cambiato la vita: “A poco a poco mi sono resa conto che quel mondo finto, fatto di relazioni occasionali, non riusciva ad appagare la mia ‘fame di vita’. Avevo soldi, fidanzate, amici, un ottimo lavoro e tanto successo, ma mi mancava sempre qualcosa. Poi è arrivato Lui e ho riempito finalmente quel vuoto d’amore che mi accompagnava fin da bambina”.

Per la giornalista, quindi, l’omosessualità non è di certo una malattia, ma una normale conseguenza di situazioni familiari legate all’infanzia, che rappresenta comunque una strada fallace e menzognera.

“Molti sostengono che dietro a ogni tipo di amore ci sia Dio, ma non è così. Dio è amore, ma è un Dio giusto! Non può condividere ciò che lui non ha creato e che non segue la sua volontà. Ma noi esseri umani- chiosa Nausica – non abbiamo di certo il diritto di giudicare gli altri. Io amo gli omosessuali come persone e se la mia esperienza può essere d’aiuto sono qui anche per loro. Lo stesso Gesù non è venuto tra noi per condannarci e giudicarci, ma per salvarci dal peccato. Lui ci chiama per riempirci d’amore e sta a noi mettere da parte l’orgoglio e le tentazioni, ammettendo di averne realmente bisogno”.

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