La famiglia un campo di battaglia

 

Anni fa io e mia moglie abitavamo a Roma e mentre aspettavamo l’ascensore che ci portasse su al nostro appartamento, sentimmo un gran baccano provenire dall’appartamento vicino all’ascensore. Era la casa del custode dello stabile. Io guardai mia moglie e mia moglie guardò me, come per dire: “Che starà succedendo lì dentro?” Rumore di piatti, bicchieri, urla che provenivano da quella casa. Non sapendo che fare, all’improvviso si aprì la porta e scappano fuori moglie e due figlie, pieni di paura e terrorizzati con gli occhi spalancati. “Oh signor Grazioso” – mi disse la donna – “vada dentro e vada a calmarlo, la supplico! Mio marito sta distruggendo tutta la casa”.

Mi feci coraggio e timidamente entrai. Quando entrai in cucina non credevo ai miei occhi: piatti rotti dappertutto, bicchieri, pentole posate, tutto era sparso sul pavimento; spaghetti attaccati alle pareti al soffitto, insomma sembrava più un posto di combattimento che una cucina. Il custode quando mi vide arrossì, era mortificato. Mi conosceva di persona. Umiliato mi disse: “Mi devi scusare ma non c’è la faccio più con questa donna, sono ormai arrivato agli estremi con questa moglie”. “Ma come, cosa sta succedendo qui dentro?” – risposi. Lui incominciò “Guardi signor Grazioso io sono uno che lavoro tutto il giorno, almeno quando rientro a casa mi aspetto una cena calda, no!” Allora guardando la signora gli dissi: “Beh si, in un certo senso ha ragione il poverino”. Lei mi rispose timidamente: “guardi signor Grazioso io non so mai a che ora rientra la sera, si ferma al bar a giocare a carte con gli amici e si ubriaca un poco. Poi quando viene vuole trovare la cena calda”. Gli dissi: “Voi avete bisogno di Gesù in questa casa”. “Gesù?” – rispose lui. “Ma noi abbiamo Gesù in casa!” – “Hai Gesù in casa?” – gli risposi?. “Certo! In ogni camera abbiamo Gesù. Venga che le faccio vedere”. Mi portò in camera da pranzo e c’era un crocifisso sulla parete; poi andammo in camera da letto, un altro crocifisso, poi in cucina, attaccato agli spaghetti, un altro crocifisso. Insomma, lui disse “Io ho Cristo dappertutto”. “No” – gli risposi io – “non un Cristo sul muro ma un Cristo nel cuore, nel cuore di questa famiglia”. Fu un immensa gioia per me di inginocchiarci tutti quanti insieme ed invitare Gesù Cristo non soltanto sui muri, ma dentro al cuore di ogni membro di quella famiglia. Anche noi cristiani dobbiamo stare attenti che la Bibbia non diventi per noi una specie di simbolo perché abbiamo Bibbie in ogni camera che però non vengono lette fedelmente e quotidianamente in famiglia. Lasciamo che la Bibbia sia la voce di Dio. Infine una famiglia che prega insieme rimarrà insieme, specialmente se prega nella potenza dello Spirito Santo.
Tommaso Grazioso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *