Quanti vorrebbero che avessimo “la mente più aperta”…

Molti oggi credono che tutte le religioni siano vere. Dicono: “Non importa ciò in cui credi, basta essere sinceri”.

Certo, tutte le religioni e stili di vita hanno libertà di esistere, ma nessuno ha il diritto di imporci di credere che tutte le religioni e gli stili di vita siano ugualmente giusti e validi, perché è una menzogna.

Siamo pronti ad accettare il “cristianesimo” riveduto e corretto, funzionale all’ideologia dell’ecumenismo interreligioso, oppure a difendere, costi quel che costi, la fede “una volta per sempre tramandata ai santi”?

La lezione di Daniele 3

Lì incontriamo tre giovani coraggiosi che adorano il Dio del cielo.

I loro nomi erano Shadrak, Meshak e Abednego.

Per la provvidenza di Dio erano divenuti consiglieri speciali del re di Babilonia.

Vivevano in una cultura che riconosceva molti dei.

Un giorno il re fa erigere un dio che tutti i suoi sudditi dovevano adorare. Li raccoglie tutti in una pianura, fa suonare tutti i suoi musicisti e tutto il popolo deve piegarsi ad adorarlo.

Quei tre giovani, però, si rifiutano di farlo. Il re li fa così sbattere in una fornace ardente, poi accade qualcosa di inaspettato.

Vorrei mettere in evidenza cinque qualità che essi possedevano e che pure noi dovremmo sviluppare. La prima è:

1. La chiarezza

Questi uomini sapevano ciò in cui credevano.

Non c’era confusione nel loro pensiero.

Quando il re aveva annunziato che avrebbero dovuto inchinarsi religiosamente di fronte a quell’immagine, essi sapevano immediatamente che non lo avrebbero potuto fare.

Una delle ragioni per cui fin troppi cristiani sono così ingenui e si identificano con le idee che oggi vanno per la maggiore è perché in loro stessi non vi è chiarezza su ciò in cui credono. Non si rendono conto di come molte idee che vengono oggi diffuse siano in contraddizione con la fede che essi professano.

In un tale clima ciò in cui noi crediamo deve essere sostenuto con chiarezza cristallina, in caso contrario saremmo solo sopraffatti da un tale caos che non si capirebbe più nulla.

Questo è proprio ciò che molti oggi dicono di sentire.

Dobbiamo sapere ciò in cui crediamo e perché lo crediamo,

Avete notato come oggi, c’è chi afferma che avere le idee chiare su ciò che è da considerarsi nero e ciò che è da considerarsi bianco, venga messo in ridicolo e considerato come un “sorpassato”, un “fanatico”, un “fondamentalista”?

Ci dicono: “Non si possono vedere le cose o bianche o nere… il nostro è un mondo grigio!”.

Abramo Lincoln un giorno chiese ai suoi avversari politici: “Quante zampe avrebbe una pecora se voi chiamaste «zampa» la sua coda?”.

Naturalmente essi risposero: “Cinque!”.

“Sbagliato!” rispose Lincoln, “La pecora continuerebbe ad avere quattro zampe. Chiamare qualcosa col nome di «zampa» non la rende una zampa!”.

Dire che qualcosa è musica, non per questo la rende musica.

Dire che qualcosa è giusto, non lo rende di per sé stesso giusto!

Una normale pecora ha solo quattro zampe. Potete chiamare «zampa» qualsiasi parte del suo corpo, e questo non la renderebbe tale.

Eppure capita che il mondo oggi dice che una pecora abbia una, dieci, cento zampe…

Se scegliete di crederlo, questo sarebbe verità, verità per voi, anche se ancora non ne contate che quattro!

“Shadrak, Meshak e Abed-nego! Venite avanti! Quanti dei ci sono al mondo?”.

“Non ve n’è che uno!”.

“Beh, noi vogliamo che voi vi inchiniate di fronte a un dio differente da quell’Uno”.

“Noi non possiamo farlo”.

“Allora dovrete essere messi al rogo, perché non ci piace che voi ci diciate che siamo in errore!”.

Questi giovani sapevano che cosa fosse la verità, e sapevano descriverla.

Anche noi lo dovremmo fare.

In secondo luogo essi avevano:

2. La costanza

Non era la prima volta che questi ragazzi avevano opposto resistenza a chi avrebbe voluto che essi facessero dei compromessi sulla loro fede.

Li abbiamo visti nel primo capitolo, quando si erano rifiutati di mangiare i cibi che mangiava quel re pagano. Ricordate?

Fin troppi cristiani, oggi, mancano di costanza.

Un po’ sono accesi, un po’ sono spenti, un po’ sono caldi, un po’ sono freddi. Qualche volta sono su, qualche volta sono giù. Qualche volta sono dentro, qualche volta sono fuori. Qualche volte evitano del tutto la verità.

Dice la Parola del Signore: “Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, irremovibili, abbondando del continuo nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (1 Corinzi 15:58).

Quanto ne avremmo bisogno noi oggi!

Si tratti del cibo scelto del re o di inchinarsi di fronte ad una statua nel mezzo di una cacofonia di suoni, sia in un’assemblea scolastica per levare la nostra voce contro la distribuzione di preservativi nelle scuole, o nel rispondere a programmi televisivi o ad articoli che sostengono menzogne, dobbiamo essere là, presenti, sempre.

In terzo luogo questi giovani avevano:

3. La persuasione

Il vocabolario, a proposito di “persuasione”, dice: “lo stato d’animo di chi è intimamente convinto, persuaso, di qualcosa”.

Una persona “convinta” è una che è ben salda nelle “sue opinioni”.

Avendo questo in mente, vorrei chiedervi: quali sono le vostre convinzioni religiose?

Non vi sto chiedendo quali siano le mie convinzioni di predicatore.

E’ un fatto bene accertato che molti, durante la predica, pensino a tutt’altro o dormano, e poi stringano la mano al pastore all’uscita, e che non gli passi neanche per la testa di dovere cambiare il loro modo di pensare in dipendenza da quello che hanno udito dal pulpito.

No, non vi sto chiedendo quali siano le mie convinzioni. Vi sto chiedendo quali siano le vostre.

Quali sono i principi che sono così stabiliti nella vostra mente tanto da diventare dei fatti che non possano essere negati, e che devono essere difesi?

Una delle ragioni per cui una filosofia come l’ecumenismo interreligioso è oggi tanto ampiamente abbracciato, è che non ci vogliono tante convinzioni per sostenerlo. Non dovete sapere nulla. E’ una scelta comoda da farsi senza pensare tanto, scelta da gente paurosa e vigliacca. Non dovrete mai dare la vostra vita per difenderla.

Superficialmente, se non passate molto tempo a pensarci, potrete considerare voi stessi come gente tollerante e con la mente aperta, ma come disse un giorno qualcuno: “Potreste diventare gente così aperta che il cervello stesso potrebbe scivolarvi fuori dalla testa”.

Il relativismo è il signore dei pigri. E’ la divinità di quelli che non pensano. E’ l’essere supremo di coloro che mettono la convenienza immediata e le sensazioni prima dei fatti. E’ il culto degli apatici.

Sono queste parole offensive?

Ebbene lo siano pure, però dovreste bene considerare ciò a cui vi inchinate così facilmente.

Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (Giovanni 14:6).

“Chi non è con Me è contro di Me, e chi non raccoglie con Me disperde” (Mattteo 12:30).

Il Signore Iddio dice: “Non avrai altri dei davanti a Me” (Esodo 20:3).

Com’è possibile dire di essere discepoli di Gesù di Nazareth e nel contempo dire che “Ogni idea è buona”, “Tutte le religioni sono uguali”.

Come si può dire che c’è un solo Dio, che non c’è che una via, e poi acconsentire dicendo di essere d’accordo che vi siano molti dei e molte vie, che ognuna di esse dovrebbe essere considerata ugualmente vera?

Lo si può fare solo spogliando Cristo e la Bibbia della loro autorità ultima, ed elevando qualcos’altro al loro posto!

In quarto luogo, questi uomini avevano:

4. La fiducia

Non ho molto tempo per sviluppare questo punto.

Permettete solo che vi faccia degli esempi.

“Ecco, il nostro Dio, che serviamo, è in grado di liberarci dalla fornace di fuoco ardente e ci libererà dalla tua mano, o re. Ma anche se non lo facesse, sappi o re, che non serviremo i tuoi dei e non adoreremo l’immagine d’oro che tu hai fatto erigere” (Daniele 3:17,18).

Questi ragazzi credevano che Dio potesse salvarli, se Egli avesse scelto di farlo, anche se la fornace fosse stata così calda da bruciare anche i suoi spettatori.

Anche se Dio non li avesse liberati, essi non avrebbero mai acconsentito ad inchinarsi a quell’idolo.

Anche se Dio non li avesse salvati, essi avrebbero accettato la loro morte come utile.

Per resistere contro una religiosità vuota e superficiale è necessario avere molta fede.

L’unico modo che possiamo avere quella certezza è stare dalla parte di Dio.

Non aspettatevi che Dio venga dalla vostra parte. L’unico modo in cui lo potrete fare è di procurarvi il Suo libro e imparare quale sia la parte di Dio!

Essi, infine, avevano:

5. Il coraggio

Dire che voi credete a qualcosa o che avete una certa convinzione è una cosa, essere pronti a tutto pur di non rinunciarvi è un’altra.

Pensate forse che questi giovani non avessero paura?

Certo, avevano paura come ce l’avremmo avuta noi.

Su questo argomento Gesù disse: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto Colui che può far perire l’anima e il corpo nella Geenna” (Matteo 10:28).

Volete padroneggiare la paura?

Allora dovete imparare a temere Dio più di quanto possiate temere l’uomo.

Chiarezza, costanza, persuasione, fiducia e coraggio. Tutte queste sono qualità che dovrebbero divenire molto importanti per voi tanto da svilupparle nella vostra vita. Esse ci aiuteranno, quando la confusione della “musica” diventa più forte e più altisonante, a resistere all’appello che ci viene fatto di inchinarci all’idolo dell’ecumenismo interreligioso.

Conclusione

Quando vorrebbero che noi avessimo “la mente più aperta” come potremmo rispondere?

Vorrei concludere con un breve testo chiamato: “Il giuramento dei senza vergogna”.

Forse potreste trovarvi in queste parole.

“Io appartengo alla società dei senza vergogna. Io ho la potenza dello Spirito Santo. Il dato è stato tratto. Ho attraversato il confine. La decisione è stata presa. Sono un Suo discepolo. Non mi tirerò più indietro, non mi volterò più indietro, non rallenterò la marcia, né starò più zitto. Il mio passato è stato redento, il mio presente ha un senso, il mio futuro è sicuro. Ho messo la parola fine ad una vita di basso profilo, ad andare sempre e solo “sul sicuro”, a progetti di breve termine, a mani e piedi privi di calli, a sogni insipidi, a visioni addomesticate, ai discorsi mondani, a scelte comode, e ad obiettivi insignificanti! Non ho più bisogno di sentirmi superiore, della prosperità, dello status sociale, delle promozioni, degli applausi, o della popolarità. Non ho più bisogno di stare con la maggioranza “che ha ragione”, di primeggiare di essere riconosciuto, lodato, considerato, o premiato. Vivo ora con la coscienza della presenza di Dio, imparo per fede, amo con pazienza, vivo con la preghiera, ed opero con potenza. Il mio viso è rivolto risolutamente in avanti, il mio passo è veloce, il mio obiettivo è il cielo, la mia via è stretta, la mia via è aspra, i miei compagni sono pochi, la mia guida degna di fiducia, la mia missione chiara. Non mi potranno più comprare, far fare compromessi, deviare, attirare lontano, voltarmi indietro, diluirmi, o ritardarmi. Non mi tirerò indietro di fronte al sacrificio, non esiterò in presenza dell’avversità, non negozierò più al tavolo del nemico, non considererò più il richiamo della popolarità, né vagabonderò più senza meta nel labirinto della mediocrità. Non mi rassegnerò mai, non mi chiuderò più in me stesso, né rallenterò il mio passo fintanto che non avrò predicato l’intero consiglio di Dio, pregato quanto è necessario, pagato quello che ho da pagare, e resistito in piedi per la causa di Cristo. Io sono un discepolo di Gesù. Io devo così proseguire finché Egli non ritornerà, io devo donare finché avrò forza, devo operare finché non sarà Lui a porre fine alla mia opera. E quando Egli tornerà per prendersi coloro che Gli appartengono, Egli non avrà problemi nel riconoscere me come tale. I miei colori saranno chiari”.

Accertatevi che anche i vostri colori siano chiari!

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