e dispiacque questa frase: «Dacci un re che amministri la giustizia in mezzo a noi». Perciò Samuele PREGÒ IL SIGNORE.” (1 Samuele 8:6)
Gli anziani d’Israele rivolsero al Profeta Samuele delle parole che avrebbero rattristato e turbato chiunque.
Mancarono di educazione, tatto, delicatezza e sensibilità; così, pur di giungere al loro scopo (governo monarchico), toccarono due aspetti molto delicati: la sua età e il comportamento dei suoi figli.
Più che a queste parole, Samuele fu dispiaciuto perché scelsero di sostituire il Governo di Dio al governo dell’uomo e, la sua reazione, fu quella di portare il suo dolore ai Piedi del Signore: “Samuele pregò il Signore!
Chissà se il Profeta Samuele, ai suoi tempi, avesse avuto la disponibilità dei Social; FORSE, anziché pregare, avrebbe reso pubblico il suo stato d’animo su qualche suo profilo?
Anche perché con un post su qualche piattaforma; in qualche modo avrebbe mandato, vie traverse, un “messaggio” di rimprovero o di ingiustizia ai personaggi di cui sopra e al popolo intero e, forse, con molta probabilità, avrebbe ricevuto la “solidarietà” dai TANTI lettori!


Qualcuno condivide questa scelta; ma a mio modesto parere, la Strada Maestra è la preghiera! È lì che noi riceviamo il vero conforto dal Consolatore!


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